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Articolo 8, terzo comma, della Costituzione. 4 -10 - 2012
Di Rocco Politi (del 01/12/2012 @ 00:18:13, in Documenti, linkato 14284 volte)

  Giovedì 4 ottobre 2012

Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.
C. 5473 Governo, approvato dalla 1a Commissione permanente del Senato.

(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 3 ottobre 2012.

  Maurizio TURCO (PD) ricorda che i Testimoni di Geova sono accusati di perseguitare, nel vero senso della parola, quelli che tra loro rinnegano la fede e abbandonano la congregazione. A suo avviso, la Commissione dovrebbe quanto meno riflettere prima di decidere di regolare, in nome della libertà religiosa, i rapporti con una confessione i cui adepti conculcano la libertà religiosa nella misura in cui negano la libertà di abbandonare la confessione.

  Mauro LIBÈ (UdCpTP) si associa al deputato Maurizio Turco, del quale condivide le perplessità. Osserva che potrebbe essere utile per la Commissione audire qualche magistrato che si sia occupato di casi di persone che hanno incontrato difficoltà per essere fuoriuscite dalla congregazione dei Testimoni di Geova.

  Maria Piera PASTORE (LNP) condivide le perplessità nutrite dai deputati Maurizio Turco e Libè, anche perché i Testimoni di Geova non solo rifiutano le trasfusioni di sangue e i trapianti per sé e per i figli, ma – a quanto le risulta – nascondono talora all'autorità giudiziaria i reati commessi all'interno della congregazione, senza contare che non esercitano il diritto di voto, la quale circostanza è anch'essa degna di attenzione nel momento in cui si valuta un riconoscimento da parte dello Stato.

  Roberto ZACCARIA (PD), relatore, concorda sull'opportunità di approfondire la questione del rispetto, da parte dei Testimoni di Geova, dei principi fondamentali dell'ordinamento italiano. Ricorda peraltro che sul punto la I sezione del Consiglio di Stato ha reso un importante parere il 30 luglio 1986, sia pure soltanto in relazione ai controlli che lo Stato può eseguire sullo statuto della congregazione ai fini del riconoscimento della sua personalità giuridica.
  Condivide l'idea di svolgere audizioni di approfondimento, ma ritiene che, più che magistrati, sarebbe utile ascoltare esperti della legislazione in materia di rapporti, sulla base di intese, con le confessioni religiose non cattoliche, in modo da fare chiarezza sul canone costituzionale di riferimento in questa materia; fermo restando che, in luogo dell'audizione di magistrati, Pag. 6si potrebbe chiedere agli uffici di raccogliere la giurisprudenza più significativa in materia. Ove la Commissione e la presidenza fossero d'accordo sulla linea di procedere ad audizioni, si riserverebbe di indicare uno o due esperti.

  Donato BRUNO, presidente, premesso che la proposta di svolgere audizioni informali sarà valutata nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, osserva che potrebbe essere utile audire anche il presidente della Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose e il presidente della Commissione consultiva per la libertà religiosa: entrambe le commissioni sono istituite presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, avverte che il termine per la presentazione di emendamenti alla proposta di legge in titolo sarà stabilito dopo l'eventuale svolgimento delle audizioni di approfondimento e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

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